Introduzione
La progettazione degli ascensori rappresenta il nodo critico che determina performance, sicurezza, tempi di realizzazione e marginalità dell’intervento. In molte realtà operative, il processo risulta ancora frammentato tra fogli Excel, documenti PDF e scambi e-mail: ciò comporta latenza operativa, incremento degli errori e scarsa tracciabilità.
In questa guida operativa analizzeremo:
- fasi e deliverable della progettazione;
- errori ricorrenti e relativi impatti economici;
- metodi per standardizzare e scalare i processi;
- integrazione tra progettazione, calcolo tecnico e preventivazione.
Cos’è la progettazione di un ascensore
La progettazione di un ascensore è un processo ingegneristico che comprende tutte le attività necessarie a definire un impianto sicuro, efficiente e conforme alle normative vigenti.
- definizione dei requisiti: portata, traffico e destinazione d’uso;
- selezione dell’architettura: elettrico, oleodinamico o altre soluzioni;
- dimensionamento dei componenti: funi, argano, guide e ammortizzatori;
- verifica normativa e di sicurezza;
- produzione della documentazione tecnica.
Gli output tipici della progettazione sono:
- relazione tecnica;
- schemi funzionali;
- capitolato componenti;
- layout e ingombri.
Fasi operative della progettazione
Il processo progettuale si sviluppa attraverso diverse fasi operative:
- sopralluogo in cantiere e raccolta dati;
- scambio informazioni con il cliente;
- definizione del prodotto e dei componenti;
- redazione della relazione tecnica e dei disegni;
- verifica in cantiere;
- ordine materiali ai fornitori;
- gestione dei tempi di approvvigionamento;
- verifica dei componenti in cantiere.
Sopralluogo in cantiere
La progettazione ha origine dal sopralluogo in cantiere, fase estremamente delicata e determinante per la qualità del progetto.
Durante il sopralluogo, il tecnico ascensorista deve rilevare:
- dati anagrafici del cliente e del sito di installazione;
- testata, fossa, corsa, interpiani e numero fermate;
- numero dei servizi;
- presenza o necessità del locale tecnico;
- dimensioni del vano corsa e ingombri disponibili;
- tipologia del vano: proprio o incastellatura metallica;
- presenza e gestione dell’aerazione del vano corsa;
- tipologia di tamponatura in caso di incastellatura metallica;
- punti di ancoraggio alle strutture edili;
- verifica della conformità del vano corsa ai requisiti installativi.
Sulla base di questi dati è possibile definire preliminarmente la tipologia di impianto: oleodinamico, elettrico tradizionale oppure MRL.
Scambio informazioni con il cliente
Si tratta di un’attività cruciale, spesso sottovalutata, ma determinante per una progettazione corretta.
Le principali informazioni da raccogliere sono:
- destinazione d’uso dell’impianto: pubblico, privato o residenziale;
- eventuale trasporto merci, peso e modalità di movimentazione;
- condizioni ambientali: temperatura, umidità, agenti atmosferici o corrosione;
- criticità geologiche, idriche o strutturali;
- specificità del luogo di installazione;
- aspetti legati alla dissipazione del calore;
- problematiche relative a rumore e vibrazioni;
- necessità di sistemi di soccorso in aree sensibili;
- presenza di impianti interferenti: sprinkler, climatizzazione, antincendio;
- prescrizioni antincendio (CPI);
- frecce di deformazione dell’edificio sugli assi X e Y;
- traffico previsto e numero di inserzioni orarie;
- obblighi normativi relativi all’accessibilità.
Definizione della soluzione impiantistica
Acquisite tutte le informazioni, è possibile validare la scelta preliminare dell’impianto.
- Contesti alberghieri: ascensori elettrici MRL o tradizionali per velocità ed efficienza.
- Contesti condominiali: soluzioni oleodinamiche per flessibilità e costi contenuti.
- Ambito privato con basse fermate: piattaforme elevatrici per spazi ridotti e bassi flussi.
Definizione componenti e fornitori
Si entra nella fase di dettaglio progettuale con la definizione della componentistica. La scelta dei fornitori è strategica e deve considerare:
- coerenza tra prodotto e contesto d’uso;
- bilanciamento tra prestazioni e costi;
- disponibilità dei ricambi e tempi di approvvigionamento;
- qualità dei componenti.
Un corretto dimensionamento richiede competenze avanzate: coefficienti di sicurezza, modelli elastici, moduli di resistenza e verifiche tecniche.
L’utilizzo di software specializzati come Glift consente di automatizzare questi processi, riducendo errori e tempi di calcolo.
Verifica, approvvigionamento e controllo finale
Conclusa la progettazione con relazione tecnica e disegni, è necessaria una verifica in cantiere per validare il progetto e individuare eventuali criticità non emerse in fase teorica.
- ordine dei materiali;
- gestione dell’approvvigionamento;
- verifica dei componenti ricevuti in cantiere.
Ottimizzazione del processo
Strumenti digitali come Glift permettono di integrare in un unico flusso operativo:
- sopralluogo;
- analisi tecnica;
- progettazione;
- preventivazione;
- ordine materiali.
Il tutto anche da smartphone direttamente in cantiere.
I benefici concreti sono:
- riduzione dei tempi;
- minimizzazione degli errori;
- eliminazione delle rilavorazioni;
- aumento dell’efficienza operativa;
- incremento del tasso di conversione commerciale.
Conclusione
La progettazione rappresenta un asset strategico per le aziende del settore ascensoristico. Standardizzare e digitalizzare il processo consente di ottenere vantaggi immediati, misurabili e scalabili nel tempo.
